San Giorgio - Borgo Padova

MONASTERO BENEDETTINO
Del monastero che con certezza sorgeva a ridosso dell’attuale chiesetta campestre di S. Giorgio sappiamo poco. Certamente dipendeva dall’Abbazia di S.Eufemia di Villanova, ora Abbazia Pisani, fondata dai benedettini in piena epoca longobarda e sempre ai Longobardi ci rimanda la dedicazione della chiesetta, simile in questo alla consorella S. Massimo (o S. Rocco) nella campagna di Borghetto. Ai frati benedettini erano stati affidati infatti il riscatto delle terre incolte ed abbandonate durante l’incessante stato di guerra seguito al crollo dell’Impero Romano d’Occidente e col tempo i monasteri accumularono ricchezze fondiarie tali da inserirsi a tutti gli effetti nel sistema feudale.
 
PENE ED ESECUZIONI
E’ vero, secondo i nostri principi il medio evo conosceva pene dure e crudeli. Ma non drammatizziamo oltre il necessario: l’idea di fondo era che la paura sarebbe stata un sufficiente deterrente al crimine, quindi erano normali sia la pena di morte (meno frequente di quel che si pensa .....) che le amputazioni. La fantasia purtroppo non mancava ai nostri avi ma di una cosa dobbiamo dar loro atto: era la società che con le sue leggi propinava le pene, esse quindi dovevano essere pubbliche affinché tutti potessero vedere che venivano eseguite e in cosa consistevano realmente ...... che ognuno si assumesse la sua carica di responsabilità morale! Le esecuzioni cruente avvenivano ad almeno tre miglia dalla città e comprendevano impiccagioni, amputazioni, roghi, corbellature e via discorrendo. Nelle piazze si poteva essere esposti nella gabbia, alla berlina oppure fustigati. La tortura era estremamente rara e richiedeva il permesso degli anziani e dei consoli di Treviso, a volte addirittura quello dei due consigli dei Quaranta e dei Trecento; consisteva generalmente nel "tratto di corda" o nell’ustione dei piedi: molto più civili degli ignobili marchingegni cui ricorriamo (di nascosto) ai nostri giorni. Il condannato veniva condotto (o "strascinato") al patibolo preceduto da un frate con la croce, un esponente della corte del podestà, un notaio dei malefici, uno o più banditori.
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